Ogni trauma emotivo risveglia la ferità da abbandono: dobbiamo farcela con noi stessi, prima di tutto!
La ricerca di sicurezza è innata in ognuno di noi e nei momenti di vulnerabilità emotiva tutto appare instabile e privo di controllo.
La sensazione di abbandono e l’atteggiamento negativo che ne consegue, è direttamente proporzionale al vuoto interiore che ci portiamo dentro fin dall’infanzia e quando il trauma da superare è immensamente grande, si avverte quel gran senso di solitudine di cui spesso non siamo consci e che abbiamo provato tutti nella nostra prima infanzia, quando abbiamo dovuto confrontarci con l’allontanamento della figura materna o genitoriale sostitutiva.
Chiedere aiuto all’insorgenza dei primi sintomi e fondamentale per non cadere in stati mentali che rischiano di divenire veri e propri labirinti senza uscita.
Ci sono soggetti che, per difendere la propria mente utilizzano (senza esserne coscienti), la tecnica dell’evitamento: fanno finta che nulla stia accadendo, continuando a comportarsi come se nulla fosse accaduto: queste persone non ascoltano i telegiornali, leggono e si aggiornano solo su argomenti che danno allegria, ascoltano musica e pretendono di fare sempre lo stesso tipo di vita.
L’angoscia da sequestro esiste e la si può notare tramite l’aggressività che alcune persone manifestano verso altre ma temono gravi pericoli per la propria salute e, arrivano addirittura ad insultare le persone che non rientrano nei canoni che si sono prefissati per rimanere “al sicuro”.
Insomma, si tratta di veri e propri comportamenti eccessivi e inadeguati che, in diverso momento, non sarebbero mai scaturiti da persone educate e contenute verbalmente.
Tutte situazioni queste, che oscillano da un estremo all’altro, e che manifestano angosce profonde che possono portare a comportamenti che vanno dall’auto-isolamento sociale alla completa anarchia rispetto alle regole da seguire.
E’ anche vero tutto il contrario: noi abbiamo più forza di quella che pensiamo.
Rimanere centrati si può!
Ognuno di noi possiede anche, meccanismi automatici di autodifesa emotiva, imparati durante l’intero arco della propria vita.
Si tratta di istinti primitivi latenti per la salvaguardia della specie umana, reazioni impresse nel nostro essere e viventi più che mai e che ci hanno protetto fino ad ora e che continueranno a farlo, ora più che mai.
Quello che, sicuramente sarebbe bene evitare, è ricorrere ai farmaci, prima di avere provato di attivare le nostre risorse interne naturali.
La paura, al suo stato originale, ha la funzione positiva di avvertirci, in anticipo, riguardo ad eventuali situazioni di pericolo.
Insomma, non c’è nulla di sbagliato e nulla di giusto: tutto il nostro stato emozionale deve essere governato da confini ben precisi, oltre i quali è necessario chiedere aiuto a professionisti che, possono dare un giusto contributo per alleviare malesseri e tornare in poco tempo alla normalità.
Esistono “azioni minime” che possono cambiare la nostra vita.
E’ pertanto necessario agire e reagire portando attenzione a ciò che accade nel nostro mondo interiore.
Dobbiamo allenarci a conoscere e riconoscere cosa va e cosa non va in noi.
Dobbiamo “accorgerci”.
A questo punto, vorrei proporre una delle mie teorie per “imparare a stare meglio: quella delle tre “A”:
- Accorgersi
- Annotare
- Allenare
Accorgersi di come siamo diventati e di come ci stiamo comportando con noi stessi e con gli altri (familiari, colleghi, amici).
Annotare per iscritto quali sono i comportamenti anomali assunti durante la giornata: sarà un compito difficile (all’inizio) riconoscere azioni a dir poco sbagliate, ma si tratta di un esercizio molto utile per imparare a riconoscere espressioni e parole totalmente fuori dagli schemi.
Allenare la nostra mente ad essere guidata nei processi importanti di crisi affinchè non sia “lei” a guidare noi dove vuole “lei”: perché spesso la mente …mente!
E’ quindi sempre importante sapere che è possibile contare sulle proprie risorse e capacità interiori, quelle virtù che nessuno ci può portar via.
Prendere consapevolezza di avere innati “strumenti anticrisi” è sicuramente la via migliore per rimanere in equilibrio con se stessi e con gli altri, perché ognuno di noi è un essere sociale.
Per questo è assolutamente necessario applicare la semplice regola delle “tre A”, per imparare a riconoscere e riconoscersi nei momenti di difficoltà.
Si può cambiare solo ciò che si riconosce!
Dott.ssa Piera Vitali